Andrea Brenna - Il Demone Segreto


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Versi
Inghiotto ogni attimo
Che cosa resterà di ciò che scrivo
Waterloo
Un amore estivo
Rifugio precario
Quale il peso delle povere parole
Un crepuscolo felice
Catullo
Brandelli di opinioni
Sospiro tranquillo
L'elisione
Venezia in un giorno di pioggia
L'eclisse
Morfeo
Emersi due amanti
Memento
Il centimetro quadrato
Sommersione
Dentro - seconda stesura
Dopo dieci anni
Aracnosofia
E spargi un silenzio infame
Seconda gestazione
Quando il sogno resterà, per così dire
Le nostre finestre
Avrei voluto riviverti
Quello che abbiamo visto stasera
Non credere alle fandonie del poeta
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  Aracnosofia  
  C'è un ragno sul soffitto
lo osservo da disteso
aspettando che mi cada in bocca

cadrà sul morbido,
e non appena si sarà ripreso
dal tonfo, trotterellando percorrerà quel falso riso
che avrò preparato per lui;
poi m'attraverserà il palato,
palpiterà sulle gengive e l'ugola,
e, sapendosi un ragno con del fegato,
sicuro s'addentrerà nella mia gola;
titillerà un po' schizzinoso l'epiglottide:
io non deglutirò, lasciando fare,
e gusterò, dall'alto dei miei sensi,
l'ardito zampettare un po' interdetto
dal dubbio che assalirà l'amico aracnide:

esofago o trachea, levità o peso,
volgare stomaco, richiamo della carne,
o superne sfere del nutrimento aereo?

No, non deciderà poi così in fretta,
e le sei zampe (o forse otto) esiteranno;
io, stanco, mi sarò a quel punto alzato
canticchiando, e indifferente me ne andrò
per la cucina, bicchiere in mano, a dare al caso
l'incombenza di finire il morituro.

E sarò il tempo, il destino, l'alleato
del dio soffitto, un poco troppo sdrucciolevole.
 
     
  Settembre 1992.