|
Quando il sogno resterà, per così dire imprigionato tra le sbarre del reale, ragnatele forti, tese un tempo da ignoti ragni, per ignoti scopi; quando il giorno sembrerà, ai nostri occhi, troppo corto per ricominciare a correre e a rincorrerci l'un l'altra, a dare corpo a timidi sospiri da diario, allora forse si apriranno quelle porte da sempre chiuse, arrugginiti i cardini, a ciò che è giusto e buono, a ciò che è male... e guarderemo il mare insieme dal quel molo lunghissimo, infilato tra le onde, e noi sicuri, e il cielo plumbeo e nuvoloso. |
||
| Febbraio 1992 |