| Morfeo | ||
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In biblioteca, nel sogno, -una strana biblioteca, dall'antichitā, dalla familiaritā irreali, caratterizzata da uno strano farmi sentire a mio agio-, l'ho quasi pedinata, dopo essermi imbattuto in lei quasi a sorpresa, e sorpresa lei nel vedermi, e non contenta -quasi una materializzazione del mio rimorso- e tremava la voce a me sicuro dentro -cosa strana-, e non ero padrone di me quando le chiedevo scusa, e parlavo di sette anni come di una settimana -chissā perchč sette anni poi?- e lei aveva quasi i baffi, una lieve peluria sulle labbra tale da dover quasi scomodare il sonno di Freud |
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| Dicembre 1993. |